PORTA (PD): UNA SONORA BOCCIATURA AD UNA CATTIVA RIFORMA DI UN PESSIMO GOVERNO.

IN SUDAMERICA VINCE IL SÌ CON LE STESSE PERCENTUALI DEGLI ULTIMI TRE REFERENDUM COSTITUZIONALI

La netta vittoria del «NO» alla pessima riforma costituzionale voluta dal Governo Meloni-Tajani-Salvini è una buona notizia, anche per gli italiani nel mondo.  

La grande partecipazione degli italiani a questa consultazione carica il voto di una evidente valenza politica, con la prima sonora sconfitta del governo sul piano nazionale.  

Ad essere punito è il governo che da anni prova a smantellare la costituzione nei suoi cardini fondamentali e che con la vergognosa riforma della cittadinanza ha calpestato in maniera ignobile i diritti di milioni di italiani nel mondo.  

Il dato del voto in America Meridionale, con una netta vittoria del «SÌ», è in linea con tutte le precedenti consultazioni referendarie in materia costituzionale: nel 2016 la riforma Renzi ottenne il 73,6%, nel 2020 la riduzione dei parlamentari raggiunse in Sudamerica il 74,19% e adesso la riforma della giustizia ha raggiunto una analoga percentuale del 72,8%.  

Erano tutti «renziani» nel 2016, «grillini» nel 2020 e «meloniani» quest’anno? È ovvio che non è così e non occorre essere sociologi o esperti di psicologia politica per dare un giudizio sul perché di questa tendenza forte e costante a votare a favore di qualsiasi riforma proposta dal governo di turno.  

Ciò detto, è altrettanto evidente l’esistenza in alcuni Paesi del Sudamerica di zone grigie e di episodi poco chiari sull’esercizio del voto che dovrebbero spingere tutti i partiti a impegnarsi per l’applicazione all’estero di misure e correttivi utili a scongiurare nelle prossime elezioni casi di brogli ormai ricorrenti e che guarda caso (e nonostante una narrazione diversa fatta circolare ad arte nelle settimane che hanno preceduto questo voto) hanno sempre avvantaggiato i candidati di destra.

Mostrar más
Botón volver arriba